25 novembre daniel lumera gentilezza

 

Dieci insegnamenti senza età. Un decalogo sempreverde.

Un invito da cuore a cuore, alla gentilezza, al perdono…

…all’Amore.

 

1) La violenza inizia prima di tutto dentro di noi

 

L’odio alimenta odio. La rabbia, altra rabbia. La colpa altra colpa.

Guerre, violenza, genocidi: tutto questo si manifesta perché milioni di individui hanno alimentato l’odio innanzitutto in se stessi.

In ogni parte del mondo. Goccia dopo goccia. Giorno dopo giorno.

Ognuno di noi ha una responsabilità personale in tutto questo: ogni istante, a partire dal nostro intimo sentire, contribuiamo a creare ciò che vediamo sul nostro pianeta.

Siamo tenuti a scegliere. Questa scelta contribuisce al destino di tutti.

Se vogliamo ripulire il mondo iniziamo prima di tutto dalla nostro cuore.

 

 

2) Gentilezza, gratitudine, perdono, empatia, inclusione, interconnessione e interdipendenza

 

Sono le forze femminili del nuovo millennio.

Modificano i nostri geni, ci fanno vivere più a lungo e sono la strategia evolutiva vincente rispetto alla violenza e alla competizione.

Appartengono a chi ha davvero coraggio.

Si tratta di una femminilità che va oltre i generi, presente sia nella donna che dell’uomo. Medicine naturali capaci di guarire la necessità di autoaffermarsi attraverso la competizione, la violenza, la creazione di un nemico per creare appartenenza e consenso.

Attraverso la dolcezza si può far crollare il modello individualista basato su una performance egoica sempre più spinta.

Creano senso di identità a partire dalla cura e dal valore della reciprocità.

 

 

 

3) Un nuovo senso di responsabilità

 

La radice di ciò che accade nella nostra vita va ricercata nel nostro intimo sentire.

Alla qualità del nostro invisibile mondo interiore corrisponde la qualità della realtà che viviamo.

Dalle nostre idee, pensieri, credenze e impressioni più radicati nascono le nostre emozioni; dalle emozioni le scelte e le decisioni; dalle scelte i nostri comportamenti e le abitudini; dai comportamenti il carattere; dal carattere il destino.

Per questo cambiando l’intimità del nostro sentire possiamo cambiare il nostro destino.

 

 

4) Oltre la solitudine

 

Se ti capita di sentire solitudine, piuttosto che rifiutarla, piuttosto che riempire la tua vita di oggetti, di persone, per non sentirla, prova a sederti e ad ascoltare.

Accoglila. Respirala. Scoprirai che non si tratta di solitudine.

Si tratta di nostalgia.

Si tratta del ricordo del momento in cui hai abbandonato te stesso e ti sei perso nelle cose, nel mondo, nelle paure.

Quella solitudine è esattamente questo.

Esplorarla, accoglierla, ringraziarla, ci permette di vivere l’esperienza di unione più potente concessa all’essere umano.

 

 

5) Fiorire nel fango

 

Un pensiero gentile, goccia dopo goccia, scava anche la più dura delle rocce, quella dell’odio. Non priviamoci dunque della soddisfazione di rispondere con gentilezza alla paura, allo sgarbo, alla vendetta, al sopruso, all’ignoranza, alla violenza, al rancore.

Nell’intimità del nostro sentire potremmo iniziare con l’essere gentili con noi stessi.

Gentilezza ovunque. Anche nel silenzio. Tra le note dell’esistenza.

Il seme della gentilezza autentica, come il fiore di loto, ha il potere di crescere e sbocciare anche nel fango.

Basterebbe così poco, basterebbe un po’ di meraviglia. Rendersi conto che siamo circondati da un miracolo costante. Concedersi il tempo per stare in silenzio ad ascoltare. Ascoltare e sentire.

Concedersi il privilegio di trovare degli spazi liberi per guardare il cielo. La gentilezza ci fa respirare. Ricordare. Che i fiori crescono ancora ovunque.

Che in questa terra siamo insieme.

Perché ci sono lontananze che avvicinano e solitudini che uniscono.

 

 

6) Le grandi anime scelgono sempre l’amore

Non è tanto ciò che accade ma ciò che fai con esso che fa la differenza.

Possiamo trasformare l’amore più sublime in possesso e ossessione, così come il più profondo dolore in un’occasione per maturare le virtù della pazienza, umiltà, compassione, perdono e gentilezza.

Non sono i talenti, il carisma, la bellezza o il potere a rivelare chi siamo intimamente, ma le nostre scelte.

Le grandi anime scelgono sempre l’amore.

 

 

7) L’inutilità del lamento

 

A nulla serve lamentarsi, cercare un colpevole, creare un nemico contro cui sfogarsi e lottare, criticare, odiare, arrabbiarsi.

L’odio non può essere lavato via con altro odio, né con rabbia e rancore.

Se vogliamo eliminare la violenza dalla nostra vita, iniziamo dai nostri pensieri e dal nostro sentire.

Ora.

Quando non vedi e non senti amore nel mondo è perché non lo stai dando.

Prendere le distanze dalla violenza è un modo per amarsi.

 

 

8) Il dolore è amore trattenuto

 

Tratteniamo l’amore nel nostro cuore perché abbiamo paura di lasciarlo libero.

E’ questo che provoca dolore. Siamo spaventati dal fatto di non poter controllare la sua immensità.

Di spogliarci di fronte alla vita, liberarci da maschere, false esigenze, necessità che non sono nostre.

Di trovare il coraggio di aprire le mani e lasciare andare tutto, alleggerendo finalmente il cuore da tutti quei pesi e dolori accumulati e trattenuti.

Nudi come quando siamo nati. Puri. Presenti e svegli nel miracolo della vita.

 

 

 

9) Il coraggio e la paura

 

Abbiamo solo paura. Paura di ritrovarci infiniti oltre noi stessi, senza riconoscerci. S

arà attraverso l’amore che modellerai il tuo essere fino a dare prova della tua resa.

Senza condizioni.

Docile come un agnello. Umile come un filo d’erba.

A quel punto, sarai pronto per capire che sei tu stesso il cammino che compi.

Sarai pronto perché avrai dato tutto di te.

Fino all’estremo dolore e all’ultima goccia di amore.

Lascerai libero l’amore che trattieni nel cuore… diverrai l’amore che cerchi.

 

 

10) La forza del perdono: dalla rabbia alla gratitudine

Sfatiamo un luogo comune: perdonare non equivale a subire senza reagire e nemmeno dimenticare o giustificare.

Significa invece agire a partire da una condizione di consapevolezza, equilibrio e amore.

Liberare il passato dal dolore per essere pienamente coscienti del presente.

Quando si perdona davvero, anche se stessi, non si è più motivati da collera, rabbia, frustrazione e ignoranza.

Se il perdono è autentico, le parole e le azioni esprimeranno solamente determinazione, chiarezza e comprensione.

 

 

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